Vorrei fare un viaggio, ma c'è viaggio e viaggio. Quello preparato a puntino e quello improvvisato, quello di gruppo e quello solitario, quello veloce a caccia di cimeli e quello lento e distratto. Io vorrei prendermi il lusso della lentezza e dell'approssimazione, procedendo a tentoni. Questo spesso significa ignorare molte cose fra cui ad esempio molte chiese imperdibili, palazzi di papi molto importanti, testimonianze della storia o capolavori dell'urbanistica antica e moderna . Pazienza.
Il mio viaggio sarà un viaggio dove spostamenti saranno a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici a seconda delle circostanze. Sulle spalle uno zaino da venti litri, un itinerario abbozzato e una sola prenotazione per le prime due notti. E uno slogan: IL VIAGGIO SI FA.
Andando a piedi, ogni passo, un respiro. Mentre l'aria ti riempie i polmoni i panorami ti riempiono gli occhi. Passare da un borgo antico all'altro, da una collina all'altra, tra silenzi interrotti solo dal rumore delle tue scarpe e dei tuoi pensieri.
Scrive il maestro Rumiz "... Forse la percezione del mondo non dipende dai luoghi, ma dall'andatura. Se vai lento, ovunque tu sia nella fascia temperata del Globo, le tue notti si popoleranno di grilli, belati, fumo di legna, erbe aromatiche, stelle. D'inverno, ti addormenterai circondato di luce lunare fredda, odore di lana infeltrita e letame, tè bollenti e sogni caldi, quelli dove le persone hanno odore e sapore. In una parola, la vita."
