Inizialmente avevo pensato di fare il cammino di Santiago in questo mese "di passaggio" fra l'estate e l'inverno. Avevo bisogno di camminare, riflettere e stare con me stesso. Ma poi mi è sorta una domanda (e quando mi sorgono le domande sono guai) e mi sono chiesto: perchè devo andare fino in Spagna per fare una cosa che posso fare benissimo dietro casa?
"Benissimo dietro casa" non proprio, visto che gli impegni quotidiani difficilmente mi darebbero tregua. Allora un po' più vicino della Spagna... ad esempio da Assisi lungo la via Francigena seguendo il tracciato dei pellegrini che andavano a Roma dal papa. Poi un'altra domanda: perchè vincolarmi ad un percorso che presuppone una motivazione religiosa che a me manca completamente? Non devo guadagnarmi indulgenze o posti in paradiso! Un'amica mi aveva proposto il cammino dei briganti, e l'idea mi piaceva parecchio, ma poi il meteo si è fatto minaccioso. Dovendo passare per Roma la Ciociaria sembrava essere una buona alternativa. Me ne aveva parlato recentemente un'amica, in termini entusiastici.
Nei depliant pubblicitari la Ciociaria viene descritta come una terra affascinante, un mix di natura, storia e tradizioni, piena di colline verdi, borghi antichi e paesaggi mozzafiato, vecchi castelli, abbazie imponenti e sagre di paese. Una mia amica me ne aveva parlato in termini entusiastici e mi aveva incuriosito. E poi ci sono i "ciociari", famosi per la loro ospitalità, un dialetto pieno di espressioni divertenti e un modo scanzonato di prendere la vita.
E allora, il viaggio si fa, in ciociaria.
