I boschi della Ciociaria, soprattutto nelle vicinanze di Fiuggi, sono pieni di castagni maestosi. In particolare il sentiero che da Anagni porta a Fiuggi era completamente tappezzato di ricci e castagne, segno evidente di un abbondante raccolto autunnale.
Migliaia di bellissime castagne marron scricchiolavano sotto i miei piedi, e io già pregustavo grandi scorpacciate di castagne arroste, magari accompagnate da un bicchiere di vino novello. O almeno così credevo!
Invece, sorpresa: in tutto il mio cammino non ho trovato nemmeno un cuoco di strada con il bidone e la "fasora", neanche l’ombra di un alpino che vendesse castagne abbrustolite. E qui le castagne sono a portata di mano, gratis! Ho anche chiesto in giro, ma niente da fare: le castagne cotte sono praticamente un miraggio.
Chiedendo in giro, qualcuno mi ha indicato una fiera delle castagne. Peccato fosse a 50 km da dove stavo alloggiando. Ironia della sorte, al mio paese, dove le castagne le dobbiamo comprare, durante la settimana ci sono gli alpini in piazza che le cuociono, e ogni weekend si organizzano eventi per mangiarle insieme a un bicchiere di vino nuovo. E non parliamo di Piazza della Frutta, a Padova, dove le castagne crude si vendono a 7 euro al chilo, e ogni sera c'è un signore con il bidone e la padella coi buchi (fasora) che le arrostisce sul fuoco, emanando quel profumo irresistibile. Qui invece, dove le castagne sono ovunque e gratuite, pronte per essere raccolte... le lasciano per terra, a marcire. Probabilmente c'è chi produce e raccoglie industrialmente le castagne da vendere sui mercati, ma certamente nessuno si mette in piazza e le cucina. Preferiscono i supplì, valli a capire sti ciociari.
